Missione
MAPS Italia è un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 2024 per promuovere un dialogo informato sull’uso terapeutico delle sostanze psichedeliche.
Visione
Dall’informazione all’innovazione MAPS Italia vuole facilitare un nuovo approccio terapeutico per la salute mentale.
Informazione
Creare uno spazio autorevole, accessibile e fondato sull’evidenza scientifica per informare in modo chiaro e responsabile sul potenziale terapeutico delle sostanze psichedeliche.
Formazione
Accompagnare i professionisti della salute mentale in un percorso di aggiornamento continuo, etico e interdisciplinare, centrato sul potenziale terapeutico delle sostanze psichedeliche, attraverso risorse qualificate e accessibili.
Network
Costruire una rete attiva e collaborativa di ricercatori, clinici, operatori sanitari, accademici, enti pubblici, associazioni e cittadini per favorire lo scambio di conoscenze, la co-progettazione e l’attivazione di iniziative comuni, promuovendo un confronto critico tra scienza, terapia, cultura, politica e tradizione.
Advocacy
Favorire una riforma delle politiche sulle sostanze psichedeliche in ambito terapeutico, in linea con le evidenze scientifiche e le direttrici europee, proponendosi come soggetto indipendente e affidabile, in grado di facilitare un dialogo trasversale tra comunità scientifica, istituzioni, società civile e decisori politici.
Il Bosco Fiorito. Psichedelia: orizzonti di cura
Il bosco fiorito. Psichedelia: orizzonti di cura contiene approfondimenti di carattere divulgativo riguardanti l’impiego delle sostanze psichedeliche in campo medico, terapeutico e di assistenza, in modo particolare nelle terapie della salute mentale e nel fine vita. Gli otto capitoli propongono testimonianze, analizzano pratiche, interpretano stati normativi, elencano possibilità reali e casistiche internazionali, sperimentazioni ed esperienze condotte nei Paesi dove la terapia psichedelica è consentita.

Questa nuova edizione si arricchisce
di un’intervista a Rick Doblin, fondatore di MAPS (Multidisciplinary Association for Psychedelics
Studies) e figura di riferimento internazionale
per la diffusione della psicoterapia assistita con
sostanze psichedeliche.
Eventi
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Piante Maestre: MDMA – La salute mentale come cammino di riconnessione
05 Ottobre 2025
Milano (IT)
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Emerging therapies in psychedelic science
08 – 09 Novembre 2024
Rovereto (IT)
-

The 12th International Medicinal Mushroom Conference
24 – 27 Settembre 2024
Bari (IT)
La storia
di MAPS
Nel 1985, in risposta all’inclusione dell’MDMA nella Tabella I delle sostanze controllate da parte della DEA—dovuta al suo crescente uso ricreativo nella cultura rave—Rick Doblin decise di opporsi a questa decisione. Presentò testimonianze di psichiatri e terapeuti che sostenevano l’uso terapeutico dell’MDMA, evidenziando che circa 500.000 persone erano state trattate con successo negli anni precedenti. Sebbene il giudice avesse stabilito che l’MDMA dovesse essere inserita in Tabella III, la DEA annullò questa sentenza e mantenne l’inclusione in Tabella I. Di fronte a questa situazione, Rick Doblin fondò nel 1986 l’organizzazione no-profit MAPS (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies) con la missione di sviluppare contesti medici, legali e culturali per permettere alle persone di beneficiare dell’uso prudente degli psichedelici e della marijuana attraverso approcci basati sull’evidenza scientifica.

Terapia assistita con psichedelici
Un’emergenza globale
di salute mentale
In Europa, il 75% dei casi di depressione non riceve un trattamento adeguato, fino al 50% dei pazienti trattati sperimenta resistenza al trattamento e quasi un terzo di questi tenta il suicidio (WHO- MSD-MER 2017). Inoltre, secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD), una persona su due affronterà una malattia mentale nel corso della sua vita.
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Negli ultimi decenni, la salute mentale è diventata una delle sfide più urgenti a livello globale. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità (OMS) condizioni come depressione, ansia e disturbi da stress post-traumatico (PTSD) colpiscono centinaia di milioni di persone, spesso con gravi conseguenze sulla qualità della vita. Nonostante il bisogno evidente, l’innovazione nel campo della salute mentale è in ritardo. Le stime attuali suggeriscono che, entro il 2040, saremo in grado di prevenire solo il 14% del carico derivante dalle condizioni di salute mentale. Il settore farmaceutico ha registrato progressi limitati nello sviluppo di nuovi trattamenti, lasciando numerosi pazienti senza opzioni valide. La “resistenza ai farmaci” è un fenomeno comune in diverse patologie psichiatriche. In questo contesto, si sta aprendo un dibattito sulla necessità di nuove strade per affrontare queste patologie in modo efficace e sicuro.
Storia delle terapie
assistite da psichedelici
Le terapie assistite da psichedelici nella medicina occidentale affondano le loro radici negli anni ’50, quando sostanze come l’LSD iniziarono a essere esplorate per il loro potenziale terapeutico. Nel 1938, il chimico svizzero Albert Hofmann sintetizzò l’LSD, scoprendo inaspettatamente le sue applicazioni per la salute mentale. Tra il 1950 e il 1965, l’LSD fu somministrato a oltre 40.000 pazienti e generò più di mille articoli scientifici, mostrando risultati promettenti nel trattamento di depressione, alcolismo e ansia legata al fine vita.
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Negli anni ’70 il chimico Alexander Shulgin riporta l’MDMA, sintetizzata per la prima volta nel 1912 dalla casa farmaceutica MERC in primo piano, scoprendone il potenziale in ambito psicoterapeutico grazie anche alla collaborazione con lo psicologo Leo Zeff, che negli anni ’60 aveva supervisionato migliaia di sessioni di terapia assistita con psichedelici.
Negli anni ’70, l’uso degli psichedelici iniziò ad uscire dal controllo della comunità scientifica, i casi di uso ricreativo aumentarono, si moltiplicarono le storie sui potenziali pericoli degli psichedelici, e iniziarono a essere associati meno alle scoperte scientifiche e più a una controcultura emergente e al decadimento dei valori classici americani. Questo clima portò l’LSD ad essere classificata nel 1971 nella Tabella I dell’ONU ovvero quella associata a sostanze ad alto rischi di abuso, pericolose per la salute pubblica e senza alcun valore terapeutico con conseguenti limitazioni alla ricerca scientifica sull’uso terapeutico di queste sostanze. Allo stesso modo, nel 1985, in risposta all’uso ricreativo diffuso dell’MDMA che stava diventando popolare nella rave culture, l’agenzia federale antidroga statunitense (DEA) inserisce la sostanza nella Tabella 1. Dopo la tabellazione dell’MDMA, Rick Doblin ha fondato l’organizzazione no-profit MAPS nel 1986, ed è anche attraverso figure come lui, che negli ultimi 20 anni si è registrato un rinnovato interesse scientifico per l’uso terapeutico degli psichedelici nella salute mentale. Con la fondazione di MAPS, Rick Doblin ha avviato un percorso regolatorio per queste sostanze, evidenziando l’uso efficace dell’MDMA in terapia, raccogliendo oltre 300 milioni di dollari per la ricerca basata sull’evidenza e riaprendo la strada all’uso terapeutico degli psichedelici nella salute mentale.
Cos’è la Terapia
Assistita con Psichedelici
La terapia assistita con psichedelici utilizza sostanze come la psilocibina, l’MDMA o la ketamina, integrate in un percorso psicoterapeutico, per trattare condizioni come depressione resistente ai farmaci, disturbi da stress post-traumatico (PTSD), ansia e dipendenze.
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Queste sostanze inducono stati di coscienza alterati che possono facilitare una rielaborazione emotiva profonda e agevolare il percorso terapeutico ma allo stesso tempo possono presentare rischi se non somministrati correttamente. Per questo motivo è fondamentale che ciò avvenga in un ambiente adeguato, controllato e sotto la supervisione di terapeuti qualificati.
Opportunità e Criticità
Negli ultimi anni, le ricerche sulla terapia assistita con psichedelici hanno prodotto risultati promettenti, evidenziando sia le potenziali opportunità che le criticità associate a questo approccio terapeutico.
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Opportunità
- Opzione di trattamento aggiuntiva: La medicina psichedelica offre un’alternativa per i pazienti che non rispondono ai trattamenti convenzionali, non sostituisce quelli esistenti.
- Minore frequenza di somministrazione: Rispetto agli antidepressivi tradizionali, la terapia assistita con psichedelici prevede poche assunzioni durante il ciclo di trattamento, riducendo o eliminando la necessità di farmaci quotidiani a lungo termine.
- Coadiuvante dell’attivazione cerebrale e della neuroplasticità: L’uso di sostanze psichedeliche può favorire non solo l’apertura emotiva del paziente, rendendo la psiche più ricettiva agli interventi psicoterapeutici mirati, ma anche stimolare la neuroplasticità. Questa capacità di riaprire la plasticità cerebrale facilita la riorganizzazione neuronale, favorendo miglioramenti duraturi nella gestione di depressione, ansia e dipendenze
Criticità
- Dipendenza dal “set e setting”: Per set ci si riferisce allo stato mentale, ovvero alla condizione psicologica e all’atteggiamento con cui si affronta l’esperienza. Una preparazione mentale adeguata è essenziale per assicurare di trovarsi in uno stato d’animo aperto, accogliente e intenzionale. Il setting riguarda invece l’ambiente fisico in cui avviene l’esperienza. Questo spazio dovrebbe essere sicuro, confortevole e stimolante in modo positivo e allo stesso tempo professionale e controllato per garantire il massimo rigore scientifico.
- Alti costi di somministrazione: I trattamenti richiedono infrastrutture complesse e personale altamente qualificato, limitando la diffusione su larga scala.
- Enti regolatori e linee guida: gli enti regolatori sono stati coinvolti nello sviluppo delle linee guida sugli studi clinici con sostanze psichedeliche solo negli ultimi anni. Lasciando poca chiarezza sul metodo di valutazione di alcuni elementi, tra cui il doppio cieco (il fenomeno per il quale gli effetti delle sostanze rendono evidente chi ha ricevuto il farmaco, compromettendo la neutralità dello studio e del trial clinico) e la poca misurabilità dei risultati legati al percorso psicoterapeutico. Queste criticità ostacolano il processo di approvazione da parte degli enti istituzionali come l’FDA.
A che punto è la ricerca
nel mondo oggi
Negli ultimi 20 anni la comunità scientifica ha iniziato ad interessarsi nuovamente alla terapia assistita con psichedelici. In particolare portando avanti trial clinici sull’MDMA per contrastare la PTSD e psilocibina quale trattamento innovativo per la depressione resistente a farmaci. Questi progressi hanno portato a sviluppi significativi in diversi Paesi, dove le ricerche e le regolamentazioni stanno avanzando a ritmi diversi.
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Stati Uniti
Nel 2017, la Food and Drug Administration (FDA) ha designato la terapia con MDMA per il PTSD e la psilocibina per la depressione come “terapie rivoluzionarie”, accelerandone lo sviluppo. Nel 2019, l’esketamina (isomero della ketamina) in forma di spray nasale è stata approvata per la depressione resistente ai farmaci. L’MDMA è attualmente nelle fasi finali di approvazione dopo trial clinici di fase 3 positivi, segnando un potenziale passo storico nell’integrazione clinica di queste terapie.
Australia
Nel febbraio 2023, la Therapeutic Goods Administration (TGA)
australiana ha annunciato che, a partire dal 1° luglio 2023, gli psichiatri saranno autorizzati
a prescrivere psilocibina per la depressione resistente al trattamento e MDMA per il PTSD.
Sebbene non siano ancora stati approvati prodotti specifici contenenti queste sostanze,
psichiatri autorizzati possono legalmente fornirle ai pazienti sotto la loro cura, previa
approvazione di un comitato etico e autorizzazione specifica dalla TGA.
Canada
A partire dal 2020, il Canada ha compiuto significativi progressi
nell’uso terapeutico della psilocibina, focalizzandosi su pazienti con malattie terminali.
Grazie alla mobilitazione di una coalizione di malati terminali, professionisti sanitari ed
esperti, Health Canada ha iniziato a concedere esenzioni individuali che permettono l’accesso
legale a trattamenti sperimentali con psilocibina per alleviare l’ansia e la depressione
associate alle malattie incurabili. Nel 2021, il governo canadese ha esteso il “Programma di
Accesso Speciale”, consentendo ai medici di richiedere autorizzazioni per prescrivere
psilocibina a pazienti che non hanno risposto ai trattamenti convenzionali.
Europa
In Europa, la ricerca sugli psichedelici sta avanzando con studi clinici in Paesi come il Regno Unito, la Germania, i Paesi Bassi e la Svizzera. L’Unione Europea sta investendo, attraverso programmi come Horizon 2020 e Horizon Europe, in progetti sulla salute mentale che includono lo studio di composti psichedelici come la psilocibina. Sebbene le approvazioni regolatorie siano ancora limitate, questi investimenti rappresentano un passo significativo verso l’integrazione clinica degli psichedelici nel trattamento delle malattie mentali. A Marzo 2024 l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha aggiornato le sue linee guida sullo sviluppo dei medicinali per il Disturbo Depressivo Maggiore (MDD) per includere la terapia psichedelica. A gennaio 2025 è stato lanciato la prima European Citizens’ Initiative (ECI) Psychedeliccare.eu, una richiesta presentata dai cittadini di diversi Stati per invitare la Commissione Europea a proporre nuove leggi e raccomandazioni finalizzate a supportare la ricerca e l’uso terapeutico delle sostanze psichedeliche.
Cosa sono i trial clinici
I trial clinici sono studi sperimentali che valutano l’efficacia e la sicurezza di nuovi trattamenti, inclusi quelli assistiti da psichedelici. Suddivisi in tre fasi, i trial iniziano con studi di sicurezza su piccoli gruppi di volontari, per poi espandersi a un numero maggiore di pazienti affetti da specifiche patologie.
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Solo dopo aver superato queste fasi un trattamento può essere approvato per l’uso clinico su larga scala. I trial attualmente in corso su terapie assistite da psichedelici stanno contribuendo a definire le dosi, le modalità di somministrazione e le popolazioni target più adatte. Ad oggi i paesi con trial clinici in corso sono: Stati Uniti, Canada, Australia, Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Olanda, Norvegia, Svizzera.
Per saperne di più
Di seguito una selezione di alcuni degli articoli scientifici più recenti relativi al tema della terapia assistita con psichedelici diviso per sostanze.
Stati Espansi di Coscienza attraverso Pratiche Non-Farmacologiche
In attesa di una normazione sanitaria che ricomprenda tutti gli studi compiuti in questo campo, revisionando le tabellazioni, MAPS Italia si fa promotrice di pratiche di cura della mente, del corpo e dell’ambiente, attivando e promuovendo occasioni di incontro e lavoro su questi temi, sensibilizzando e preparando un terreno fertile e ricettivo per l’apertura istituzionale alle cure psichedeliche.
Breathwork
I processi terapeutici di alterazione ed espansione della coscienza attivati dalle sostanze psichedeliche possono essere raggiunti, sempre in ambiti terapeutici controllati, anche attraverso pratiche diverse. Lo psichiatra ceco Stanislav Grof, uno dei padri della terapia con LSD, ha sviluppato negli anni Settanta un approccio alternativo all’uso di sostanze attraverso sessioni di Holotropic Breathwork, un metodo strutturato di respirazione accelerata, accompagnato da musica evocativa e integrazione terapeutica.
Negli ultimi anni pratiche simili come la conscious connected breathing hanno attirato l’interesse crescente della comunità scientifica per la loro capacità di indurre stati non ordinari di coscienza (NOSC) e facilitare processi profondi di integrazione emotiva e psicospirituale.
In un contesto sicuro, facilitato e ben integrato, il breathwork rappresenta una modalità trasformativa e accessibile per esplorare la coscienza e promuovere processi di guarigione profonda.
A Firenze è possibile sperimentare queste pratiche in collaborazione con Inbodhi Breath Firenze, partner attivo nella formazione e conduzione di sessioni esperienziali orientate all’esplorazione interiore e all’integrazione corpo-mente.
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Le ricerche più recenti confermano che il breathwork può attivare esperienze simili a quelle provocate da sostanze psichedeliche, come la dissoluzione dell’ego, stati mistici e catarsi emotive, offrendo allo stesso tempo benefici terapeutici significativi.
Uno studio del 2025 pubblicato su Communications Psychology ha evidenziato che il circular breathwork induce stati alterati paragonabili alla psilocibina, con miglioramenti misurabili nel benessere e nella sintomatologia depressiva dopo una sola sessione:
Havenith et al., 2025 – Communications Psychology
Un altro studio pubblicato su Current Psychology nel 2023 ha mostrato come la respirazione connessa consapevole modifichi l’attività cerebrale e generi esperienze soggettive di tipo mistico, accompagnate da un aumento dell’autostima e una riduzione degli stati d’animo negativi:
Bahi et al., 2023 – Current Psychology
Infine, una meta-analisi pubblicata su Scientific Reports ha raccolto dati da 12 studi randomizzati controllati, confermando che il breathwork è efficace nel ridurre ansia, depressione e stress, rafforzandone la validità come strumento clinico:
Fincham et al., 2023 – Scientific Reports

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